Cosa rende un economista di successo?

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Cosa rende un economista di successo?

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“L’economista di successo possiede una rara combinazione di capacità. Deve raggiungere l’eccellenza in settori diversi e combinare capacità e talenti che raramente si trovano insieme. Deve essere, allo stesso tempo, un matematico, uno storico, un politico e un filosofo.... Deve studiare il presente alla luce del passato per interpretare il futuro. Nessuna parte della natura umana e della società è interamente esclusa dai suoi interessi. Deve essere orientato a un obiettivo ma avere anche una visione di ampio respiro, essere capace di isolarsi per trovare ispirazione come un’artista ma anche comprendere quando è il momento di parlare alla gente come un politico”.

– John Maynard Keynes

Questa citazione del famoso economista Keynes risponde bene alla domanda su cosa serva per essere un ottimo economista. Spesso gli studenti si chiedono quali siano le competenze che devono sviluppare, nel mondo moderno, per diventare economisti di successo.

La risposta è ovviamente, soggettiva. Dipende anche da quali sono gli obiettivi a livello di carriera. In questo articolo abbiamo identificato delle competenze essenziali che occorre, da sempre, sviluppare insieme ad altre, nuove, che vanno necessariamente acquisite in questa epoca caratterizzata dai cambiamenti climatici, dalla globalizzazione e dall’avvento dell’intelligenza artificiale.

Prima di cominciare: la necessità di avere economisti

Viviamo in un’epoca estremamente interessante, probabilmente la più sfidante ed elettrizzante di sempre nel campo dell’economia. Molti modelli economici e assunti del passato si rilevano obsoleti e hanno bisogno di nuove fondamenta teoriche. Questo ha molto a che fare con le nuove sfide che la nostra generazione si trova ad affrontare. Che si tratti di cambiamenti climatici, modifiche demografiche, crescita dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza, o semplicemente reintrodurre una sana dose di realismo nei libri di testo, c’è ampio spazio per creare nuovi e più avanzati modelli economici in grado di descrivere in modo più accurato la complessità del mondo reale.

Non solo sono necessari modelli economici migliori, ma occorrono anche cambiamenti nella politica e nel modo di rapportarsi alla società. Nel gestire molte delle sfide emergenti, molte delle quali sono causate dalle nostra incapacità di regolare le nostre stesse attività, l’ortodossia neoliberale, al momento così popolare, si sta rilevando inadeguata. Per citare le parole del famoso economista Howard Reed: “Non saremo mai in grado di affrontare le sfide del mondo moderno fino a quando non decideremo, finalmente, di sbarazzarci dei vecchi libri di testo”.

Fin qui ci sono stati pochi segnali che questo processo stia avvenendo o che stia per avvenire e per utilizzare le parole di Tim Clark, la maggior parte dei governi occidentali “utilizzano ancora modelli e politiche basati su idee e strutture obsolete”. In effetti, la ricerca di soluzione alternative può anche spiegare, in parte, la crescente popolarità dei sentimenti nazionalisti, e persino fascisti, avvenuta di recente in molte democrazie. La realtà è che questi sistemi, già sperimentati in passato, non hanno le risposte alle domande che la società sempre più si pone.

La responsabilità di colmare questo deficit di idee ricade sulle spalle della nuova generazione di economisti. Ottimisti, dalla mentalità aperta e determinati a rendere il mondo un luogo più vivibile per tutti, essi devono fornire le analisi, le innovazioni e le nuove politiche per guidare il nostro percorso futuro.

Pensi di avere le qualità e le capacità per fare tutto questo? In questo caso, continua a leggere.

Cosa occorre: le basi quantitative

Non dovrebbe sorprendere, a questo punto, sapere che per ogni economista sia fondamentale sviluppare conoscenze avanzate di matematica e statistica. Le competenze in queste aree permettono di analizzare i dati utilizzando tecniche econometriche come le analisi di regressione, conoscenze fondamentali per una carriera di economista in qualsiasi campo.

Oltre alle essenziali capacità quantitative, la familiarità con le tecniche di analisi dei dati permette agli economisti di utilizzare software economici popolari e potenti come Matlab, R, Python e STATA. Questi tipi di software e le loro varianti diventeranno sempre più indispensabili in futuro; per questo è importante imparare il loro utilizzo il prima possibile. In effetti, l’intero campo dell’analisi dei dati è strettamente correlato all’economia. Questa correlazione diventerà sempre più stretta man mano che sempre più strumenti basati sull’intelligenza artificiale verranno introdotti nel settore dell’economia. Per questo è importante acquisire familiarità con il mondo dei computer, dei dati e con la programmazione.

Alcuni laureati da poco in economia potrebbero non sentirsi del tutto a loro agio nel gestire dati numerici di grandi dimensioni, nell’utilizzare software statistici o nel costruire modelli economici accurati per l’interpretazione dei dati. È facile seguire corsi che si occupano solo della propria area di interesse e conoscenze quando si sceglie un master in economia, ad esempio, e finire per dimenticarsi dei corsi introduttivi più focalizzati sugli aspetti numerici.

Se finisci per ritrovarti in queste situazioni, non preoccuparti. Prendi in considerazione l’idea di frequentare corsi professionali o scuole estive per colmare queste lacune di conoscenze, cosa che non solo migliorerà le tue prospettive di carriera, ma ti farà anche diventare un economista più bravo ed esperto. È sempre una buona idea tenere presente che esistono opzioni come queste per farti migliorare.

Indipendentemente da cosa decidi di fare, per analizzare i dati economici, imparare e produrre analisi approfondite in grado di cambiare il mondo, è fondamentale che tu sia esperto della parte quantitativa dell’economia.

Conoscenze interdisciplinari

Oltre alle competenze nei campi della matematica e dell’analisi dei dati, gli economisti dovrebbero essere anche curiosi, pensatori indipendenti e dotati di un’ottima capacità di ragionamento. Devono anche avere l’umiltà di riconoscere che talvolta i dati reali possono dimostrare che una teoria è sbagliata. Queste sono tutte qualità eccellenti che un’economista deve possedere, e che gli permettono di elaborare nuove teorie senza pregiudizi. Grandi progressi nel mondo dell’economia sono spesso scaturiti da un’analisi approfondita, effettuata con un mentalità aperta, sul perché le cose vanno in un certo modo e applicando modelli su come potrebbero essere migliorate.

Gli economisti dovrebbero sempre cercare di pensare in modo creativo, spesso andando oltre i parametri economici più comuni per cercare nuove teorie e risposte. Ecco perché è fondamentale avere familiarità con le altre scienze sociali. Conoscere altre discipline, specialmente quelle che sono collegate all’economia, può aiutare un economista a fare una nuova scoperta.

Gli economisti moderni (e la teoria economica) possono davvero trarre beneficio dall’adottare un approccio di tipo interdisciplinare nelle ricerche. Il Dr. Olivier Blanchard, la cui intervista è apparsa nella nostra guida del 2024, ha parlato di questo tipo di creatività come di una qualità essenziale che i giovani economisti devono possedere per eccellere.

Capacità di comunicazione

Un’altra competenza fondamentale è quella della comunicazione, che deve essere chiara e coincisa, sia in forma scritta che orale. La complessità dell’economia può produrre confusione in soggetti terzi importanti, come clienti, politici, elettori e membri della comunità che, come dobbiamo sempre ricordare, spesso non possiedono competenze avanzate di economia. Questo è davvero essenziale; i processi economici sono alla base di così tante politiche governative che è fondamentale che coloro che prendono le decisioni, e in ultima analisi anche l’opinione pubblica, siano al corrente delle questioni economiche, delle politiche fiscali e di argomenti simili.

Tuttavia, non tutti “si intendono” di economia. Gli economisti più bravi sono quelli che riescono a esprimere teorie economiche basate su dati anche complessi tramite un linguaggio chiaro, semplice da comprendere e accessibile a tutti. Questa è una capacità fondamentale, la cui assenza può causare realmente molti problemi. Poche persone, ad esempio, possono ragionevolmente sostenere che l’elettorato britannico avesse chiare tutte le informazioni e i dati sulle conseguenze quando ha deciso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Inoltre, in tutto il mondo, molto spesso i politici e i media spesso fraintendono le politiche economiche. Per usare le parole di Lord Thomas Macauley: “Il libero scambio, una delle cose migliori che un governo può fare per i propri cittadini, è una misura impopolare in quasi tutti i Paesi”. I benefici del vantaggio comparativo sono ben documentati. Tuttavia, molta parte dell’elettorato in tutto il mondo sostiene politiche protezionistiche, senza rendersi conto che queste stesse politiche hanno l’effetto di incrementare i costi dei beni di prima necessità che vengono acquistati ogni giorno.

Questo è solo uno degli esempi che mostrano quanto sia importante comunicare dati e teorie economiche in modo chiaro. Ovviamente, le capacità di comunicazione non devono essere sviluppate solo negli economisti che si trovano a rivolgersi al pubblico. Anche ai clienti aziendali e agli altri soggetti simili vanno presentati i dati economici e le teorie in modo comprensibile, in modo che possano prendere decisioni informate in maniera più semplice.

Un fatto noto: la storia alimenta progressi continui nell’economia

Una delle ragioni per la quale gli economisti sono stati criticati, dopo che non sono riusciti a prevedere la crisi economica del 2008, è che la crisi ha messo in evidenza che molte delle ipotesi e dei presupposti su cui gli economisti si erano adagiati, erano completamente irrealistici. Ad esempio l’idea che il processo decisionale di ogni singolo individuo sia perfettamente razionale in qualsiasi momento e circostanza.

L’ortodossia economica del periodo precedente al 2008 partiva dall’ipotesi che le persone seguissero un processo totalmente razionale per prendere le loro decisioni, facendo una cosa simile allo stilare una lista con tutte le opzioni e i risultati possibili, ognuno correlato con un valore numerico, e al valutare i rischi correlati. Fatto questo, l’assunto era che gli individui effettuassero un’analisi accurata basata sul possibile rendimento potenziale di ogni opzione per poi scegliere sempre quella migliore. Questo processo è razionale? Sicuramente. Ma è realistico? Pensiamo proprio di no.

Chiaramente questa mentalità razionale era assente nel periodo antecedente il 2008, quando le banche avevano iniziato a creare pacchetti di mutui subprime per poi venderli come investimenti finanziari di valore certo. Questa sistematica sottovalutazione del rischio, alimentata dall’azzardo morale, ha finito per causare problemi seri in tutto il mondo.

In parte come risposta a queste tragedie, sin dall’inizio l’economia ha imparato ad accettare le critiche e ad apprendere dai suoi fallimenti, utilizzandoli per creare modelli economici più solidi e realistici. Uno degli esempi più importanti di questo processo è stato l’avvento dell’economia comportamentale, che si pone il problema di come si comportano le persone quando si trovano a dover prendere decisioni e a valutare i rischi, cosa che fanno in modi che non sono sempre ottimali. Questa branca dell’economia include fattori psicologici, culturali, sociali ed emotivi nelle sue teorie, ed è uno degli esempi migliori di come l’economia possa beneficiare dalle altre scienze sociali.

Considerazioni finali per tutti gli economisti futuri

Per riassumere, e tenendo conto che non esiste una ricetta ufficiale, i migliori economisti di solito posseggono competenze avanzate in matematica e statistica con cui producono analisi approfondite. Spesso si specializzano in una o due aree, ma beneficiano di una comprensione di molte altre. Sono in grado di emergere dalla profondità delle analisi per comunicarne il significato in modo chiaro e comprensibile a tutti gli altri soggetti che non hanno la stessa formazione economica. I migliori in assoluto hanno la motivazione e la passione per fare sempre le scelte giuste, per far progredire le teorie economiche e per rendere il mondo un  luogo migliore.

Ora, più che mai, gli economisti devono assumere il ruolo guida nell’aiutare il mondo a comprendere e navigare il futuro tumultuoso, per affrontare le nuove sfide poste dal cambiamento climatico e dalla crescita esplosiva dell’intelligenza artificiale. Forse puoi essere proprio tu la persona in grado di rispondere a queste sfide e portare il mondo intero lungo un nuovo sentiero che conduce al progresso e alla prosperità!

Questo articolo include delle piccole sezioni originariamente scritte da William Pearse.

Immagine fornita da: Pixabay.

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